Il ruolo del manager nel 21° secolo secondo Gary Hamel

Nel numero di aprile 2009 della Harvard Business Review è stato pubblicato un articolo di Gary Hamel, uno dei maggiori esperti di strategie di business sul nuovo ruolo del manager davanti alle sfide del terzo millennio.
Hamel riassume le conclusioni di un seminario da lui stesso organizzato, che ha riunito per due giorni alcuni dei più importanti esperti di management del mondo – come Henry Mintzberg, C.K. Prahalad, Peter Senge, Chris Argyris, Yves Doz, Jeffrey Pfeffer, Shoshana Zuboff, James Surowiecky, Tom Stewart, Hal Varian, ecc.  
 
Hamel afferma che in passato per risolvere due problemi principali: l’efficienza e la produzione di massa, la soluzione ottimale dei manager era una struttura organizzativa gerarchico burocratica.
In un mercato turbolento e altamente variabile come quello attuale, invece, è necessario passare ad un sistema di Management 2.0, per creare organizzazioni veramente competitive.
 
Il manager del 21° secolo viene chiamato a gestire il business seguendo finalità, ideali, “filosofia”, più “alti”, più “umani” e più profondi, che richiamano l’azienda alla responsabilità verso la società in generale e la comunità territoriale in particolare, oltre che verso tutti gli stakeholder (clienti e fornitori, azionisti e dipendenti).
La visione e di conseguenza le strategie aziendali vanno orientate dal management non solo al breve ma anche e soprattutto al medio e al lungo periodo, per garantire all’azienda una crescita sostenibile.
La struttura organizzativa va resa quanto più possibile piatta, con pochi livelli gerarchici, in modo tale da creare le condizioni per cui tutti i membri dell’organizzazione, a ciascun livello organizzativo, possano dare il loro contribuito alla crescita del business.
I manager dovrebbero orientare la cultura aziendale alla promozione della trasparenza, dell’autonomia, della fiducia, dell’autodisciplina, e di processi decisionali condivisi, valorizzando il network e la condivisione della conoscenza. Infine il management dovrebbe fornire un concreto sostegno alla creatività, all’innovazione, al cambiamento, da chiunque siano promossi, piuttosto contribuire al mero consolidamento dello status quo.  
 
L’approccio di Hamel è in linea con alcuni dei principali modelli emergenti in tema di management quali:
  • la Corporate Social Responsability per quanto riguarda il rapporto tra l'azienda e la società,
  • la "lean organization", ovvero l'organizzazione snella ed orizzontale, costituita da gruppi di pari che lavorano e apprendono insieme all'interno delle comunità di pratiche,
  • una leadership distribuita, caratterizzata dall'empowerment e l'accountability di ciascuna membro dell'organizzazione,
  • le Risorse Umane da considerare e valorizzare come asset intangibile dell'organizzazione.
La crescente attenzione verso questi temi ci fa auspicare che la recente e ancora presente crisi possa trasformarsi in un'opportunità di evoluzione e di arricchimento del ruolo del manager come fautore e promotore del cambiamento culturale in azienda.
 
Mariangela Tripaldi